I robot per il food delivery arriveranno sui marciapiedi di Vancouver dall’autunno 2026
Vancouver si prepara a testare una nuova forma di consegna urbana automatizzata. Il consiglio comunale ha approvato un programma pilota di sei mesi che consentirà ai robot per il food delivery di circolare su alcuni marciapiedi cittadini a partire dall’autunno 2026.
L’iniziativa sarà gestita da Serve Robotics, azienda statunitense già attiva in diverse città americane, tra cui Los Angeles. Il progetto interesserà inizialmente i quartieri del centro città e Kitsilano, due aree caratterizzate da alta densità abitativa e forte presenza di ristoranti e servizi di consegna.
Secondo i sostenitori, i robot potrebbero ridurre traffico ed emissioni grazie alla propulsione elettrica. Tuttavia, non mancano dubbi legati alla sicurezza dei pedoni, all’accessibilità urbana e all’impatto sul lavoro nel settore delle consegne.
Come funzionerà il progetto pilota a Vancouver
Quartieri scelti: downtown e Kitsilano
Il programma coinvolgerà alcune strade del centro di Vancouver e del quartiere Kitsilano, una delle zone più frequentate della città per locali, ristoranti e vita universitaria.
Il consigliere comunale Mike Klassen, promotore della mozione approvata mercoledì dal consiglio, ha spiegato che il progetto punta a migliorare la cosiddetta “last mile delivery”, cioè la fase finale delle consegne a domicilio.
Secondo Klassen, i robot non sostituirebbero completamente biciclette o veicoli tradizionali, ma offrirebbero una soluzione più automatizzata ed economicamente sostenibile nel lungo periodo.
La mozione approvata prevede inoltre che il Comune collabori con il governo della British Columbia per monitorare il progetto e raccogliere dati utili per future regolamentazioni.
Serve Robotics punta sull’efficienza energetica
Robot già operativi a Los Angeles
Serve Robotics utilizza già i suoi robot autonomi a Los Angeles dal 2019. Il CEO Ali Kashani, trasferitosi a Vancouver all’età di 19 anni, ha ricordato che la società aveva già sperimentato la tecnologia nel 2022 presso una sede Pizza Hut della città canadese.
Ora l’azienda punta a un’espansione più ampia.
Kashani sostiene che gran parte delle consegne di cibo avvenga ancora tramite automobili, considerate poco efficienti per il trasporto di piccoli ordini.
Secondo il CEO, i robot avrebbero circa “3.000 volte meno energia cinetica rispetto a un’auto”, riducendo significativamente i rischi in caso di incidente.
I dispositivi si muovono autonomamente grazie a sensori e sistemi di navigazione avanzati, ma possono richiedere l’intervento remoto di operatori umani quando incontrano situazioni impreviste.
I sostenitori: “Vancouver non deve restare indietro”
Anche il consigliere Peter Meiszner, membro della coalizione ABC Vancouver, ha sostenuto il progetto, ricordando che la città ha già impiegato anni prima di autorizzare servizi come ride hailing ed e-scooter, ormai diffusi in molte grandi città nordamericane.
Secondo Meiszner, Vancouver rischierebbe di perdere opportunità tecnologiche e ambientali se adottasse un approccio troppo prudente verso l’innovazione urbana.
Per i promotori del progetto, i robot elettrici potrebbero contribuire a ridurre il numero di auto utilizzate per le consegne, tema particolarmente sensibile in una città che punta da anni sulla sostenibilità e sulla riduzione delle emissioni.
Preoccupazioni per sicurezza e accessibilità
Critiche da consiglieri e associazioni
Non tutti, però, vedono positivamente l’arrivo dei robot sui marciapiedi cittadini.
La consigliera Lucy Maloney del partito OneCity ha ricordato che altre città canadesi, come Toronto, hanno vietato i robot per il food delivery dopo le proteste legate alla sicurezza dei pedoni e all’accessibilità per persone con disabilità visive o motorie.
Secondo Maloney, i robot potrebbero ostacolare i passaggi pedonali e creare situazioni pericolose, soprattutto nei punti più affollati o vicino agli attraversamenti.
Ha inoltre avvertito che eventuali incidenti potrebbero esporre la città a responsabilità legali se non verranno stabilite regole precise prima dell’avvio del progetto.
Esperti: servono regole chiare
Werner Antweiler, professore di economia presso la Sauder School of Business dell’Università della British Columbia, ritiene che il nodo principale sia la regolamentazione.
Secondo il docente, le aziende dovranno dimostrare che i robot possono convivere in sicurezza con pedoni, ciclisti e traffico urbano.
“Dobbiamo essere noi a stabilire le regole, non le aziende che vogliono utilizzare questa tecnologia”, ha dichiarato.
Antweiler ha inoltre sottolineato il possibile impatto dell’automazione sul mercato del lavoro, in particolare sui rider e sui lavoratori delle consegne a basso reddito.
Per il professore, il tema va oltre la tecnologia e riguarda anche le conseguenze sociali ed economiche dell’intelligenza artificiale applicata ai servizi urbani.
La British Columbia studia nuove normative
In British Columbia, eventuali regolamenti sui robot per le consegne rientrano nella competenza provinciale attraverso il Motor Vehicle Act.
Il Ministero dei Trasporti ha spiegato che questi dispositivi rientrano nella categoria dei “micro-utility devices”, cioè mezzi progettati per trasportare merci o fornire servizi anziché persone.
La provincia ha confermato di stare monitorando l’evoluzione della tecnologia e ha precisato che saranno necessarie nuove norme prima di autorizzare un utilizzo esteso.
Le future regolamentazioni dovrebbero definire limiti di velocità, dimensioni, peso, aree di circolazione consentite e requisiti di sicurezza.
Una sfida per il futuro della mobilità urbana
Il progetto pilota di Vancouver rappresenta uno dei primi test su larga scala in Canada per l’utilizzo dei robot autonomi nelle consegne alimentari.
Se da un lato la tecnologia promette maggiore efficienza e minori emissioni, dall’altro resta aperto il dibattito su sicurezza, occupazione e gestione degli spazi pubblici.
I prossimi sei mesi saranno quindi decisivi per capire se i robot delle consegne potranno davvero diventare parte integrante della mobilità urbana canadese.

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